• Marta

Il diritto di scelta


Se ci distacchiamo dall'idea che il bambino sia una creatura intellettualmente inferiore e cominciamo a considerarlo come un piccolo umano, in grado di capire, ragionare ed avere idee proprie, allora questa riflessione sembrerà piuttosto logica.

Attraverso le diverse fasi del suo sviluppo il bambino scopre la sua individualità ed il suo diritto di scelta, semplicisticamente descritto come << fase del no>>.


La fase del no è un periodo (indicativamente tra l'anno e mezzo e i tre anni, ma ogni bambino è diverso) durante il quale il bambino sperimenta la propria individualità rispetto alla madre. Il bambino cerca di scoprire cosa voglia dire essere una persona con gusti e preferenze, spesso espressi in maniera eccessivamente chiara.

Per esempio, la mia fase del no ha riguardato in particolar modo le scarpe. Per un bel periodo ho messo in difficoltà mamma e familiari rifiutandomi in tutti i modi di mettere in situazione di disagio i miei preziosissimi piedini. Così ogni volta che dovevo uscire la mia frase era "Marta, pappe no" (pappe = scarpe).

Credo che si possa intuire che quella fase è eventualmente passata e che ora ho una scarpiera di tutto rispetto e, soprattutto, utilizzata!

Come io ho passato la mia fase "pappe no", un bambino bilingue può applicare questo comportamento ad una lingua o a qualche parola.

Ecco che il bambino può decidere che "tavolo no" e così, anche in una frase italiana, utilizza 'table'. Es: "Aiuto la mamma a preparare la table".

Oppure il bambino potrebbe decidere di non parlare una delle due lingue.

In ogni caso, si tratta di scelte temporanee che richiedono solo tanta pazienza. Come io ho imparato a mettere le scarpe, il tuo bambino imparerà ad utilizzare la lingua corretta nel momento e nelle forme corrette.

#bilinguismo #difficoltà

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