• Marta

Cos'è la Target Language?



La Target Language (o TL, come la chiamerò nel resto dell'articolo) è la cosiddetta seconda lingua, cioè la lingua non naturale o ambientale e che richiede il maggior impegno da parte dell'educatore.

Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta e di come prendersene cura.

Innanzitutto definiamo TL quella lingua che il bambino sente meno durante la giornata (tecnicamente: la lingua a cui ha meno esposizione).

Per i più grandi, la TL è anche quella lingua che il bambino non approfondisce all'interno del suo percorso scolastico-educativo.

In sintesi: la TL è la lingua che il bambino sente e approfondisce meno.

Stabilita questa definizione, dobbiamo capire cosa fare per sostenere la TL.

Ecco i 5 punti cardine del nostro bilinguismo:

1. leggiamo da sempre e senza sosta

In primis, noi leggiamo fin da prima che Miss D potesse comprendere il significato delle parole, ma poco importava. In fondo, la nostra prima lettura era semplicemente il prendere libri morbidi, indicarne le immagini e divertirci insieme.

Oggi la lettura è un momento di scoperta e di ricerca. Ma l'argomento è talmente vasto che gli ho dedicato un intero articolo: Noi e le nostre ore di lettura - e qualche consiglio

2. non esistono eccezioni

Noi abbiamo scelto l'approccio OPOL (one parent one language) e non abbiamo mai fatto nessuna eccezione. Fare eccezioni confonde il bambino e gli fa perdere il senso di necessità di utilizzo della lingua.

3. la televisione funziona esclusivamente in TL

Quale bambino dice di no alla televisione? Se introdotto in maniera corretto e guardato con moderazione, il piccolo schermo offre una grande varietà di lessico e stili linguistici.

4. la bambina sa cosa stiamo facendo

E ne va fiera. Miss D conosce il nostro progetto legato al bilinguismo, sa che vantaggi avrà e sa che è importante che lei ci metta impegno. Questa consapevolezza è stata perfetta per spiegare ad una bambina ancora piccola l'importanza del bilinguismo, ha stimolato la sua curiosità verso le lingue straniere e l'ha portata a dire :"io vorrei parlare tutte le lingue del mondo".

Ovviamente questo percorso di consapevolezza è cresciuto con la bambina. All'inizio si trattava di capire l'esistenza della lingua che Marta ama tanto (Marta sono io).

5. sono informata e preparata

Il bilinguismo non è mai stato lasciato al caso: mi sono data il tempo di leggere, studiare, informarmi e prepararmi (anche linguisticamente). Questo percorso mi ha dato più serenità nell'affrontare un percorso lungo, complesso e - per me - inesplorato.

#metodi

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