• Marta

Introduzione della routine bilingue

Routine: parola chiave per qualsiasi bambino. Sinonimo di serenità e regolarità, il bambino la ricerca e gioisce nel trovarla.


Qual è la tua routine? Se penso alla nostra quando Miss D era più piccina, potrei più o meno riassumerla così:

Io e Miss D sugli sci... qualche anno fa!
  • 8.00 sveglia (naturale)

  • 8.30 colazione in famiglia

  • 9.00 ora di vestirsi

  • 9.30 tempo libero

  • 10.00 passeggiata al lago

  • 12.00 rientro ( e tempo per cambiarsi)

  • 12.30 cucina

  • 13.00 pranzo

e così via.


Quando si decide di introdurre una nuova #TargetLanguage il primo passo è proprio la compilazione di questa lista. Perché? Se vogliamo introdurre una lingua naturale, dobbiamo renderla parte della nostra routine. E, se come per noi, la tua routine è già abbastanza fitta così, introdurre nuovi momenti credo sia quasi impossibile.


Dobbiamo quindi impegnarci a veicolare le abitudini già disponibili nella nuova lingua.


Un altro grande beneficio di integrare la lingua nella routine già esistente è che sarà molto più semplice usarla con costanza.


Vediamo come fare.


Esempio di routine #1

Immaginiamo di introdurre una lingua con cui siamo a nostro agio, ma non perfettamente fluenti. Una strategia vincente è, soprattutto all'inizio, di veicolare quella lingua ad attività specifiche e ripetitive, così che ci risulti più facile prepararci.


Facciamo un esempio pratico:

  • 8.00 sveglia

  • 8.30 colazione in famiglia

  • 9.00 ora di vestirsi

  • 9.30 tempo libero

  • 10.00 passeggiata al lago

  • 12.00 rientro ( e tempo per cambiarsi)

  • 12.30 cucina

  • 13.00 pranzo

Le due attività che potremmo veicolare (circa un'ora di bilinguismo nella sola mattinata) sono scelte con cura: sono semplici e ripetitive. Il lessico necessario è limitato e facile da presentare visivamente.


Possiamo iniziare con una canzoncina su come vestirsi e poi presentare un nuovo capo di abbigliamento con frasi semplici e dirette: "These are socks".


Passiamo poi pian piano alla creazione di un dialogo progressivamente più complesso (es: "Mi passi le calze?" - poi: "Mi passi le calze blu?" - ed infine "Quali calze vorresti mettere?").


Ecco che in poche settimane siamo passati da zero ad un'intera mezz'ora facilmente veicolata in lingua.


Man mano che progrediamo, ovviamente possiamo aggiungere nuovi elementi: "Mettiamo la felpa perché oggi fa freddo."


Esempio di routine #2

Immaginiamo di voler introdurre il metodo OPOL (One Parent, One Language) con un bambino che è abituato a sentirci parlare sempre in italiano. Per prima cosa, dobbiamo condividere il progetto col bambino e spiegarglielo con parole semplici.

Quando siamo pronti a iniziare, una strategia vincente è di introdurre la lingua a piccoli step e di seguire il più possibile il feedback del bambino prima di progredire.


Facciamo un esempio pratico:


8.00 sveglia

8.30 colazione in famiglia

1) 9.00 ora di vestirsi

9.30 tempo libero

3) 10.00 passeggiata al lago

12.00 rientro ( e tempo per cambiarsi)

2) 12.30 cucina

13.00 pranzo


Iniziamo da un'attività facile che il bambino possa facilmente seguire, per esempio il vestirsi. Procediamo come nell'esempio #1. Quando vediamo che il bambino è a proprio agio, introduciamo una nuova attività semplice, per esempio la preparazione del pranzo.


Più il bambino prende confidenza con la lingua (e anche noi), più possiamo introdurre nuove attività in #TargetLanguage.


La passeggiata, per esempio è un bellissimo momento di intimità e spensieratezza. Proprio per questo per noi è stata tra le attività più preziose svolte in inglese.


Colazione e pranzo invece possono essere più complesse, in quanto altri membri della famiglia partecipano e utilizzare la #TargetLanguage può risultare meno immediato.




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