• Marta

Obiettivi & Complimenti

Ai nostri piccoli richiediamo quotidianamente tanto impegno per crescere ed imparare. Se ci soffermiamo a riflettere sulla quantità di informazioni ed abilità sulle quali un bambino lavora dagli zero ai sei anni, il carico di lavoro è davvero immenso. Come possiamo quindi intervenire per aiutare un bambino a sviluppare al massimo il proprio potenziale senza che si senta sopraffatto? Creando micro-obiettivi che, una volta raggiunti, vengano compensati con complimenti di qualità. Vediamo come fare, con un occhio di riguardo per il bilinguismo.

Obiettivi tangibili

Quando invitiamo il nostro bambino a

migliorare dobbiamo prestare attenzione a non generalizzare e mettere davanti a lui un obiettivo:

✔ specifico

✔ tangibile

✔ raggiungibile


Facciamo un esempio concreto: mettiamo un libro davanti al bambino e desideriamo incoraggiarlo a leggere meglio.


Opzione 1: "Mi raccomando, questa volta cerca di leggere bene."

Opzione 2: "Senti come io leggo la lettera H. House. E' molto aspirata. Vuoi provare anche tu?

-lasciamo il tempo di provare -

Bene! Ora cerca di aspirare così la H per tutta la storia!"


Nel primo caso abbiamo posto davanti al bambino un obiettivo:

- incomprensibile - cosa vuol dire leggere bene?

- impossibile da raggiungere - come posso raggiungere uno standard che non capisco?

- frustrante - non so cosa vuoi e quindi non sarai contento dei miei risultati.


Nel secondo caso abbiamo scelto un'area specifica sulla quale lavorare. Prima di chiedere al bambino di applicarcisi, gli abbiamo offerto un esempio e poi gli abbiamo dato l'opportunità di esercitarsi (vuoi provare anche tu?). In questo caso l'obiettivo è:

- specifico - so su cosa mi devo concentrare;

- raggiungibile - mi sono esercitato con te e so che posso farcela;

- appagante - al termine della lettura mi sento soddisfatto.


Complimenti significativi

Ora che abbiamo proposto un obiettivo concreto, dobbiamo impegnarci ad osservare il suo lavoro così da poter formulare un commento che sia incentrato sullo sforzo compiuto.


Anche qui, facciamo un esempio concreto. Alla fine della lettura mi rivolgo al bambino e dico:


Opzione 1: Bravo! Hai letto proprio bene!

Opzione 2: Ho notato che hai fatto molta attenzione alla lettura delle H e hai fatto enormi

progressi. Complimenti!

Opzione 3: Ho notato che hai fatto molta attenzione alla lettura delle H e stai migliorando.

C'è ancora qualche imperfezione, ma impegnandoti così presto la leggerai

perfettamente.


Nel primo caso abbiamo chiesto al bambino di impegnarsi, ma a lavoro compiuto non l'abbiamo ricompensato. Ci siamo espressi con un semplice "bravo" e non abbiamo riconosciuto i suoi progressi specifici.


Nel secondo caso abbiamo ascoltato con cura e nel complimento specifichiamo su cosa il bambino ha lavorato. Concludiamo con un complimento meritato. Il bambino si sente apprezzato e gratificato e sarà più propenso ad impegnarsi anche nelle successive attività.


Nel terzo caso riconosciamo l'imperfetto il lavoro del bambino, ma anzi che criticarlo lo complimentiamo per progressi ed impegno, offrendoci di continuare a lavorare con lui per consentirgli di migliorare ulteriormente. Anche in questo caso il bambino si sente incoraggiato e sa che può contare sull'educatore per continuare a migliorarsi.


Incoraggiamenti

Ovviamente, non si può offrire un complimento per un lavoro che non lo merita. Così facendo sminuiremmo il valore di tutti gli altri apprezzamenti ed il bambino, comprendendo di non aver lavorato bene, si sentirebbe preso in giro.


Cosa fare quindi se un bambino non merita un complimento? Dobbiamo incoraggiarlo.


Torniamo all'esempio della nostra lettura. In questo caso il bambino non ha dimostrato progressi nella lettura dell'H.


Opzione 1: Hai letto proprio male. Impegnati di più!

Opzione 2: Ho notato che ci sono ancora delle incertezze sull'H. Ti va di fare un po' di pratica con

me? Mi farebbe immenso piacere poterci lavorare insieme.


Nel primo caso ho sminuito il lavoro del bambino e gli sto dicendo che non è in grado di completare l'obiettivo. Il bambino si sente mortificato e non stimolato a riprovarci.


Nel secondo caso riconosco le difficoltà del bambino. Anzi che criticarlo mi offro di fare pratica insieme perché credo nel suo potenziale e so che può migliorare. Il bambino si sente incoraggiato a riprovarci.


Soprattutto quando si introduce una #TargetLanguage, è semplice cadere nel tranello della generalizzazione. "Voglio che mi parli solo in tedesco" per esempio. Gli obiettivi diventano così irraggiungibili e sia noi che il nostro bambino crediamo che questa nuova lingua sia impossibile da sostenere.


Cerchiamo invece di concentrarci su piccoli step quotidiani per migliorare e crescere insieme in un'atmosfera positiva e stimolante.


La prossima volta che ti verrà da dire "Bravo!" al tuo bambino, fermati a pensare a come potresti riformulare il complimento per riconoscere appieno il lavoro fatto.


La prossima volta che ti sentirai scoraggiata perché il bambino non lavora come vorresti, fermati a pensare a come proporgli step più adatti a lui.


Con i giusti obiettivi, complimenti ed incoraggiamenti i risultati non tarderanno!


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